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Recensioni


SVEN REGENER, Il signor Lehmann, trad. dal tedesco di Margherita Belardetti ed Elena Sinisi, pp. 216, Euro 15.00, Feltrinelli, Milano 2003

Frank Lehmann si avvicina ormai ai trenta: è per questo che gli amici hanno preso l'abitudine di chiamarlo "signor Lehmann", senza smettere, beninteso, di dargli del tu. Ne deriva, nelle loro conversazioni, un che di stridente, che ben sintetizza l'ambigua condizione del protagonista del primo romanzo di Sven Regener, classe 1961: avvicinarsi all'età anagrafica che comporterebbe una definitiva assunzione di responsabilità e non sentirsi assolutamente preparati (o non averne alcuna voglia). Un tema già brillantemente affrontato da romanzi come Alta fedeltà di Hornby e da film come L'ultimo bacio di Muccino. Anche il signor Lehmann fa parte degli eterni adolescenti che si rifiutano di diventare adulti: è soddisfatto del suo lavoro di barman al Colpo di Genio, delle giornate trascorse con gli amici a bere birra nei locali di Kreuzberg e non ha l'ambizione di dare alla sua vita dei "contenuti". Così, nei giorni tra l'inizio di settembre e il 9 novembre 1989, vede la sua vita andare inspiegabilmente alla deriva: l'invecchiare dei genitori, l'amore deluso per la cuoca Katrin, il tracollo psicofisico del migliore amico Karl. Sullo sfondo, il tracollo della Germania orientale, di cui però al di qua del muro non giunge che un'eco attutita. La fascetta accalappialettori con cui l'editore ha scelto di presentare il libro è per ovvie ragioni roboante; ma se non si pretende di avere tra le mani il "più affascinante romanzo tedesco degli ultimi anni" si può andare incontro a una lettura piacevole. Regener, trombettista e cantante degli Element of Crime, band di rock-pop malinconico attiva sulla scena berlinese dal 1985, imprime alle sue pagine un buon ritmo, quasi cinematografico, e dà il meglio di sé nei dialoghi deliranti e sconclusionati (molto divertente quello tra il cavilloso e caparbio signor Lehmann e un altrettanto cavilloso e caparbio doganiere della Rdt). Ma il fascino del libro, che ne ha fatto in Germania uno dei bestseller del 2001, sta soprattutto nell'incrocio, ben escogitato se non proprio felicemente sviluppato, di due generi caratteristici rispettivamente dell'ovest e dell'est: il romanzo generazionale e il Wenderoman. Lo spaesamento dei trentenni viene fatto coincidere, almeno cronologicamente, con lo spaesamento della fine di un'epoca. Come la Germania anche il signor Lehmann, che festeggia il compleanno proprio il 9 novembre, non sa come reagire davanti alla fila di Trabant che invadono Kreuzberg. Il suo primo pensiero è di farsi ancora una birra: "Il resto, bene o male, verrà da sé".

tratto da: "L'Indice" maggio 2003
autore: Michele Sisto


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