Università degli studi di Torino Facoltà di Lettere e Filosofia Corso di Laurea in Lingue e Letterature Straniere Tesi di Laurea in Letteratura Tedesca Anno Accademico 1996-1997
"Hans-Ulrich Treichel"
Tesi di Laurea monografica a cura di: Roberta Mentigazzi
SCELTA DALL'OPERA POETICA DI HANS-ULRICH TREICHEL.
TRADUZIONI
Da: "Tarantella. Gedichte"
In den Bruchwiesen Wege im Abendlicht,
die summenden Pumpen des Klärwerks,
Butterblumen am betonierten Ufer des kleinen Kanals,
verwachsene Weiden, wie mit dem Zirkel gezogen
der westfälische Horizont. Hier gingen wir,
in der Tasche Tabakkrümel, die rostigen
Nägel, die Buckower Elegien aus der Leihbücherei,
hier gingen wir, vom Hammerschlag
der großen Städte träumend.
Nei campi paludosi Sentieri nel crepuscolo,
le pompe ronzanti dei depuratori,
ranuncoli sulla sponda asfaltata del piccolo canale,
salici ricurvi, come dettato da un compasso
l'orizzonte vestfalico. Qui venivamo,
nelle tasche briciole di tabacco, le unghie
rugginose, le Elegie di Buckower prese in prestito
qui venivamo, i colpi d'incudine
delle grandi città sognando.
DA: "Liebe Not. Gedichte"
Die Väter
Zuerst gehen die Väter
und lassen uns den Geruch ihrer
ledernen Schweißbänder, die gelben Häute
der Prothesen, große Siegelringe
an gedunkelten Händen. Zuerst gehen die Väter
aus ihrem gewalttätigen Leben,
aus ihren jagenden Geschäften,
und lassen uns die steifen Hemden
und die Salzränder über
dem Herzen.
I padri
Dapprima vanno i padri
e ci lasciano l'odore dei loro
incerati di cuoio, le pelli giallastre
delle protesi, grandi anelli con sigillo
sulle mani imbrunite. Dapprima vanno i padri
dalle loro vite brutali,
dai loro affari avidi,
e ci lasciano camicie inamidate
ed orli salini
sul cuore.
Als wär es mein Leben
Schreibe nachts keine Briefe,
bei keinem Licht, in kein Land.
Und der rasende Fahrstuhl erschreckt
mich nicht mehr, seit der Schlaf
mich ans Fallen gewöhnt. Im Abendlicht leuchtet von nun an
auf alle Zeiten mein gelber Balkon.
Salzige Wiesen, zerstochene Hügel,
ihr erschreckt mich nicht mehr. Als wär es mein Leben,
schließ ich die Fenster, esse
Brot, spare Strom.
Come se fosse la mia vita
Di notte non scrivo lettere,
qualunque sia la luce, ovunque io sia.
E non mi spaventa più l'ascensore
vertiginoso, da quando il sonno
mi abituò alla caduta. Nella luce dell'ora tarda ancora brilla
per sempre il mio balcone ambrato.
Campi salmastri, tumuli bucherellati
non mi spaventate più. Come se fosse la mia vita,
chiudo le finestre, vivo di
pane, risparmio energia.
Letzte Rettung
So weit, so gut.
Nun ist sie da, die große Flut,
in der wir einsam stehn und schrein:
auch diese Welt muß untergehen. Nicht heute, aber bald.
Ein schwacher Trost, daß du mir
in die Achseln hauchst: Was uns nicht
umbringt, macht uns kalt.
Ultima salvezza
Fin qui, tutto bene
Ma ora è qui, il grande diluvio,
in cui soli siamo e gridiamo:
anche questo mondo deve affondare. Non oggi, ma presto.
Una magra consolazione che tu mi
soffi nelle ascelle: quel che non ci
uccide, ci raggela.
DA: "Seit Tagen kein Wunder. Gedichte"
Drei Lieder über den Schnee
I
Schnee, den ich loben will,
der die Bäume in weiße Wolken
verwandelt, den du sammelst
wie Silber auf deine Schultern,
der die Spuren vor unseren Türen
verwischt, Schnee, der sich
opfert für dich und für mich.
II
Es ist ein Schnee gefallen
Geliebter dein Mund ist so kalt
Wenn wir beieinanderliegen
Ich weiß: wir vergehen bald Geliebter dein Bett ist aus Eisen
Der Himmel so hoch und so leer
Es ist ein Schnee gefallen:
Ich wünsche es fiele noch mehr
III
Als die Erde verlassen war
von unseren Schritten und nur
noch Schnee fiel auf Schnee
als die Erde verlassen war
von unseren Worten und nur noch
Wind ging mit Wind als die
Erde verlassen war von unseren
Wünschen fiel auch kein Schnee
mehr ging auch kein Wind
Tre canti alla neve
I
Neve che io lodare voglio,
che gli alberi trasforma in
bianche nubi che tu raccogli
come argento sulle spalle,
che le orme dalle nostre soglie
cancella, neve che si
sacrifica per te e per me.
II
E' caduta una distesa di neve
Amore, che bocca gelida!
Quando giacciamo insieme
Lo so: presto periamo Amore, il tuo letto è di ferro
Il cielo così alto e spoglio
E' caduta una distesa di neve
Ed io tanta ancora ne voglio
III
Quando la terra fu abbandonata
dai nostri passi e solo
neve cadeva su neve
quando la terra fu abbandonata
dalle nostre parole e solo più
il vento accompagnava il vento quando la
terra fu abbandonata dai nostri
desideri non cadeva più
neve non si udiva il vento
Am Brandenburger Tor Alles eins nur ich gespalten
Dies mein Herz und das mein Hirn
Deutschland Deutschland unter anderem
Bröckelt deine Denkerstirn Alles glühte nur ich rußte
Still zerbiß ich mir die Lippen
Herr im Himmel hilf den Schwachen
Flick mir die zerdrückten Rippen Alles schrie die Raben krächzten
Deutschland einig Vaterland
Hab dann meinen Vers geflüstert
So daß niemand ihn verstand
Alla Porta di Brandeburgo
Tutto è uno sol io diviso
là il cervello, qui il mio cuore
tra le tante cose, Germania
Germania la tua ampia fronte smuore Tutto è bagliore sol io fumo
tacendo mi morsi tra le labbra
Dio del cielo aiuta i poveri
e risana il mio costato Tutto è un grido, gracchiar di corvi
Germania un'unica patria
ho poi il mio verso sussurrato
così che nessuno lo comprese
Mezzogiorno Du hast mir das Meer gezeigt:
es glänzte nicht. Am Strand lagen
Fische und lehrten die Steine
was es heißt tot zu sein. Wir haben
trotzdem die Autotüren geöffnet
und dein Mund schmeckte noch immer
wie vor zweitausend Jahren.
Mezzogiorno
Mi hai mostrato il mare:
non splendeva. Sulla spiaggia giacevano
pesci e ai sassi insegnavano
cosa significhi essere morti. Abbiamo
aperto ugualmente le portiere
e la tua bocca era saporosa
come duemila anni fa.
DA: "Der einzige Gast. Gedichte"
Wendezeit
Die kleinen Friedenauer
Geräusche, und gleich
da hinten wird Geschichte
gemacht. Mein Fahrrad
lehnt friedlich am Zaun,
durchs Fernsehen flattern
die Akten. Vielleicht
fahr ich doch noch mal
rüber, an diesem mildwarmen
Abend, Spitzel angucken
und Sprüche austeilen
Tempi di svolta
I rumori sommessi di
Friedenau, e poco
più in là viene fatta
la storia. La mia bicicletta
poggia cheta alla staccionata,
sfarfallio di fascicoli
in televisione. Ma forse
andrò ancora una volta
al di là, in questo mite tepore
serale, a osservare le spie
e impartire slogan.
Verwirrung Heillose Verwirrung
in meinem Schädel
seit dieser Morgendämmerung
mit dir in den Kissen seit ich
weiß daß selbst der Schlaf ein
Erwachen selbst der Hunger
ein Festessen ist
Confusione
Un'incurabile confusione
nella mia testa
dall'alba di questa mattina
con te sui cuscini da quando
so che persino il sonno è un
risveglio persino la fame
un banchetto
Requiem Mit zwei Fingern
zähle ich euch
meine Toten
ihr ruht nicht
ihr schlaft nicht
auch bei mir
seid ihr nicht
meine Toten
Fremde seid ihr
wie Vater und Mutter
nirgendwo sagt ihr
ist Friede
Requiem
Con due dita
vi conto
morti miei
voi non avete pace
voi non riposate
anche in me
non siete
i miei morti
ma estranei
come padre e madre
in nessun luogo dite
c'è pace
Fragment, philosophisch Ja, ich, Philosoph, Gottsucher,
Wasserträger, versinke in meinen
Fußstapfen, schwöre auf meine Tonne,
senke die Fahne, halte meinen Schatten
hoch, knüpfe das Seil, verliere den
Faden, störe meine Kreise, singe,
summe, atme, huste, das Luftholen
ist aller Verstrickungen Anfang.
Frammento, filosofico
Io, sì, filosofo, indagatore del divino,
portatore d'acqua, sprofondo nel mio
passo, giuro sulla mia botte,
calo la bandiera, elevo la mia
ombra, fisso la vela, perdo il
filo, contrasto le mie sfere, canto,
mormoro, respiro, tossisco, il prender aria
di ogni coinvolgimento è l'inizio.
Minotaurus I Als ich jung war, streifte ich
durch die langen schattenlosen Gänge
meines Palastes und heulte wie der Wind
in den Wäldern. Nun liege ich hier, auf dem
sandigen Boden und warte: einer soll kommen,
die Axt im Gürtel, mir den Schädel zu spalten.
Doch ich höre nur meinen rasselnden Atem und
manchmal ein Knistern zwischen den Steinen.
Müde vom Warten und blind: wie soll ich
ihn finden, den einzigen Gast.
Minotauro I
Quando ero giovane, vagavo
per i lunghi corridoi senz'ombra
del mio palazzo e gemevo come il vento
nella foresta. Ancora son qui, sul terreno
sabbioso e attendo: uno dovrà pur venire,
l'ascia nella cinta , a fendermi il cranio.
Ma io sento solo il mio respiro affannato e
talvolta un crepitio tra le pietre.
Spossato dall'attesa e cieco, come posso
trovarlo, l'unico ospite?
Minotaurus II Zwei steinharte Fußspuren,
ein Fetzen Haut, Moos an den
Wänden. Aber das Wollknäuel,
mein einziges Spielzeug,
riecht noch immer nach Blut.
Minotauro II
Due impronte fossilizzate,
un brandello di pelle, muschio sulle
pareti. Ma il gomitolo di lana,
quel mio unico giocattolo
odora ancora di sangue.
Minotaurus III Hier ist nichts.
Kein Geräusch.
Kein Hauch.
Nur eine Wand,
nur eine Biegung,
nur noch eine Wand.
Hier ist nichts.
Nur der Geruch
des Auswurfs.
Der salzige Grashalm,
mein Strick.
Minotauro III
Qui non v'è nulla.
Nessun rumore.
Nessun respiro.
Solo una parete,
solo una volta
ancora una sola parete.
Qui non v'è nulla.
Solo l'odore
del vomito.
Un filo d'erba salmastro,
il mio cappio.
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